Chi siamo

Nelle Alpi occidentali il trùc indica una sella montuosa, un picco o una guglia rocciosa di media montagna. Rappresenta di per sé un terrazzo, un punto di osservazione privilegiato da cui guardare l’ambiente circostante e spesso anche ultima resistenza e rifugio nei conflitti che da sempre hanno segnato le montagne. Dal trùc si godono i panorami, si coglie con maggior consapevolezza il senso del territorio, ci si lascia più facilmente coinvolgere dalle sue suggestioni.

Il trùc per noi rappresenta un luogo fisico in cui fare una sosta e ritrovarsi, ma anche uno spazio di condivisione e discussione delle prospettive che attraversano le nostre camminate. Camminare restituisce la possibilità di sperimentare uno spazio e un tempo sufficientemente dilatato in cui è possibile relazionarsi, stare insieme, pensare e agire.

Camminare significa anche parlare, scambiare idee, proposte, conoscenze e metodi. Camminare non significa per forza arrivare da un luogo a un altro, ma donare senso a ogni punto dello spazio attraversato nel percorso. Consideriamo importante che sia la conformazione, l’accessibilità o meno dello spazio a renderlo attraversabile, e non solamente gli strumenti e la tecnologia posseduta. Per questo puntiamo a camminare con un ritmo non competitivo che si adegui alle condizioni morfologiche e atmosferiche del territorio attraversato da ciascuna escursione.

Il gruppo non è regolato da tessere o statuti, vuole essere una dimensione di libera aggregazione connotata da orizzontalità e informalità. Un’unione collettiva nella quale non si va a perdere la diversità di ognuno, ma anzi la si amplifica, ed essa si arricchisce e contribuisce a valorizzare l’esperienza del gruppo. C’è spazio per tutti ma non per chi discrimina: non accettiamo comportamenti oppressivi e tesi a limitare la libertà altrui.

Sentiamo oggi il bisogno di contrapporci all’imperante sfruttamento della montagna, al suo consumo e mercificazione, come già cento anni fa vi era la necessità di contrapporsi all’approccio dominante di alpinismo ed escursionismo, espressione della classe benestante che tramite il mito della conquista della vetta e del dominio sulla natura affermava il proprio potere sulla società.

Le montagne, le vette e la terra tutta sono spesso viste in funzione di conquista e di colonizzazione, che di fatto impongono la narrazione di una dimensione di proprietà, determinandone le possibilità di accesso e attraversamento. Questo gruppo, invece, vuole veicolare il senso che questi luoghi debbano essere vissuti con la possibilità e la libertà di essere percorsi da tutti e conquistati da nessuno.

Il nostro desiderio e la nostra volontà vanno nella direzione di conoscere la montagna, le sue storie, le sue culture, e le persone che vi abitano. Senza volerlo mitizzare, crediamo fortemente nell’ambiente montano come luogo di possibilità, che sia in passato che nel presente ha permesso e può permettere di sviluppare delle forme altre di autorganizzazione, di rapporti, di riconoscimento dei propri bisogni e di soddisfacimento in prima persona degli stessi.

Noi non portiamo nessuno in montagna, ma ci andiamo insieme, e richiediamo che ognuno sia responsabile di sé stesso e rispettoso degli altri e dell’ambiente.

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